Cosa significa davvero
“gelato artigianale”?

C’è una parola che negli ultimi anni è comparsa praticamente ovunque.

"Artigianale"

La trovi sulle insegne.
Nei post sui social.
Nelle pubblicità.
Perfino sui tovagliolini.

E puntualmente sotto ogni video dedicato al gelato compare qualcuno che scrive: “Sì… ma è davvero artigianale?”

Bella domanda.

Peccato che la risposta sia molto meno semplice di quanto sembri.
Partiamo da una cosa che in pochi sanno: oggi non esiste una definizione così precisa da permettere di dire con assoluta certezza:

questo è artigianale.
questo non lo è.

E allora forse la domanda giusta non dovrebbe essere:
“È artigianale?”
Ma piuttosto:
“Come è stato realizzato?”
Artigianale non significa automaticamente migliore
Qui probabilmente qualcuno smetterà di leggermi.
Ma pazienza.

Perché è una delle convinzioni più diffuse… e anche una delle più sbagliate.
Molti pensano che basta usare un semilavorato perché un gelato diventi
improvvisamente “cattivo”.
Non funziona così.
I semilavorati non sono il male assoluto

Esistono aziende che investono milioni di euro nella ricerca.
Producono basi, paste e ingredienti di qualità altissima.
Utilizzati ogni giorno anche da gelatieri bravissimi.
Questo significa che il gelato sarà automaticamente migliore?

No.
Ma significa che dire: “Usa un semilavorato, quindi non è buono.” non ha molto senso.

Allora di cosa dovremmo parlare?
Forse di ingredienti.
Di materie prime.
Di naturalità.
Di valori nutrizionali.
Di trasparenza.

Sono argomenti molto più interessanti.
Perché il gusto è un’altra cosa.
E spesso segue regole tutte sue.
Pensiamo alla Nutella
Facciamo un esempio che conosciamo tutti.
La Nutella è probabilmente uno dei prodotti industriali più famosi del pianeta.
Eppure… quante creme fatte in casa riescono davvero a riprodurre quel gusto?
Pochissime. Anzi. Moltissimi provano proprio a copiarla. Questo significa che industriale è meglio? Assolutamente no. Significa soltanto che un prodotto industriale può essere straordinariamente buono.

Fare il gelato a casa è semplice. Farlo tutti i giorni in una gelateria è un altro sport.
Chiunque può preparare un ottimo gelato con un Bimby. Appena fatto può essere fantastico. Ma una gelateria deve affrontare problemi completamente diversi. Il gelato deve restare in vetrina per ore. Deve mantenere la struttura. Deve avere sempre lo
stesso sapore. Deve essere stabile. Deve essere replicabile. Ed è proprio qui che entrano in gioco tecniche, bilanciamenti e ingredienti che spesso vengono giudicati
senza sapere realmente quale sia la loro funzione.
La verità?
La gelateria è molto più complessa di quanto sembri. Ridurre tutto alla guerra tra “artigianale” e “industriale” significa raccontare una realtà molto più semplice di quella vera.

In conclusione
Alla fine succede sempre la stessa cosa. Entriamo in gelateria. Assaggiamo. Ci piace.

Oppure no. Il nostro cervello, in quel momento, non si domanda se quella crema arriva da una ricetta preparata da zero o da un semilavorato di altissima qualità. Fa una domanda molto più semplice.

“Ne prendiamo un altro cucchiaino?”
E forse, alla fine, è proprio questa la risposta che conta davvero.

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